Il Blue Badge britannico è riconosciuto in Italia: lo ha reso noto il 15 ottobre 2026 il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, pubblicando una circolare congiunta con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Chi è titolare del contrassegno rilasciato in Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda del Nord può quindi usarlo nel nostro Paese per la sosta negli stalli riservati e per transitare nelle zone a traffico limitato, con gli stessi diritti dei titolari del CUDE italiano.
Che cosa stabilisce la circolare
Il documento è firmato congiuntamente dal Dipartimento per i trasporti e la navigazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio. È indirizzato al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, che deve farlo arrivare alla polizia stradale, e all’ANCI, l’associazione dei Comuni, che deve diffonderlo agli uffici comunali incaricati di rilasciare le autorizzazioni alla circolazione. Nel comunicato la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli parla di un accordo raggiunto tra Italia e Regno Unito, ma il testo non indica quali autorità lo abbiano sottoscritto.
Il chiarimento era necessario per un motivo preciso. Dopo la Brexit il Blue Badge non beneficia più del riconoscimento automatico previsto dalla Raccomandazione 98/376/CE sui contrassegni di parcheggio. Italia e Regno Unito fanno però parte dell’ITF, il forum internazionale dei trasporti che ha preso il posto della CEMT, e per questo resta applicabile la Risoluzione CEMT n. 97/4, che prevede agevolazioni reciproche di parcheggio. È su questa base che la circolare dispone il riconoscimento del contrassegno britannico come pienamente valido sul territorio italiano.
Quando il Blue Badge è valido in Italia
La circolare fissa condizioni semplici, ma tutte necessarie perché il contrassegno venga accettato da Comuni e forze di polizia:
- il Blue Badge deve essere stato rilasciato dalle autorità di Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda del Nord;
- deve essere in corso di validità;
- deve avere le caratteristiche grafiche standard del modello britannico, con il simbolo internazionale della sedia a ruote, descritte in un allegato alla circolare.
Il titolare ha anche un obbligo pratico: deve esporre il contrassegno in modo ben visibile nella parte anteriore del veicolo, sul cruscotto o sul parabrezza, così che gli agenti e il personale addetto ai controlli possano verificarlo senza difficoltà. Il testo non prevede altri requisiti né eccezioni.
Sosta riservata e ZTL: che cosa cambia in pratica
I titolari del Blue Badge hanno gli stessi diritti riconosciuti ai possessori del CUDE, il contrassegno unificato disabili europeo: possono parcheggiare negli stalli riservati e circolare nelle zone a traffico limitato, ma solo dove il singolo Comune le ha regolamentate ai sensi dell’articolo 7 del Codice della Strada. Le regole locali, quindi, continuano a contare: orari, aree e modalità di accesso cambiano da città a città, e prima di entrare in una ZTL conviene informarsi presso il Comune o il gestore dell’area. Sul tema dei permessi per le ZTL puoi leggere anche la nostra notizia sulla richiesta del Garante di attivare due targhe insieme sul CUDE, la guida al contrassegno CUDE e all’accesso alle ZTL e la voce del glossario dedicata al contrassegno disabili CUDE.
I punti che la circolare non chiarisce
Né la pagina del Dipartimento né il testo della circolare indicano una data di decorrenza del riconoscimento o la sua durata. Non è precisato nemmeno se i Comuni dovranno adeguare moduli e procedure per le ZTL che richiedono la comunicazione della targa. Per queste ragioni è prudente non dare per scontato che ogni agente o ogni ufficio comunale conosca già il contenuto della circolare, che deve ancora essere diffusa agli uffici interessati. Il comunicato e il testo completo sono disponibili sul sito del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, dove si trovano anche la circolare in formato PDF e il relativo allegato.
Come comportarsi se si viaggia con un Blue Badge
Chi arriva in Italia con un contrassegno britannico farebbe bene a portare con sé il Blue Badge in originale, a esporlo sempre sul lato anteriore del veicolo e a conservare una copia della circolare, da mostrare se un agente o un ufficio comunale avesse dubbi. Se la città di destinazione ha una ZTL, il consiglio è di chiedere in anticipo al Comune come funziona l’accesso per i titolari di contrassegno. Chi invece risiede in Italia deve fare riferimento al CUDE, che si ottiene tramite il proprio Comune: per le pratiche personali ci si può rivolgere a patronato, CAF o ufficio comunale competente.
Hai bisogno di una mano con pratiche o domande? Puoi richiedere aiuto gratuitamente e farti contattare da un professionista della tua zona, oppure consultare l’elenco di CAF, patronati e consulenti presenti su InvaliditaWeb.
Le informazioni hanno carattere divulgativo e sono aggiornate al 29/10/2026: per il proprio caso specifico rivolgersi a INPS, patronato o CAF.
Crediti immagini: “Blue Badge Holders sign – geograph.org.uk – 5882598.jpg” di Geographer (CC BY-SA 2.0), via Wikimedia Commons.
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