Sul decreto scuola l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità è intervenuta con un giudizio critico: nel comunicato del 14/10/2026 chiede di correggere il testo del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170 durante la conversione in legge, perché le esigenze organizzative non devono limitare i diritti degli alunni con disabilità. L’Autorità è stata ascoltata nella mattina del 14 ottobre dalla 7ª Commissione del Senato, che esamina il disegno di legge n. 2053.
Le richieste del Garante
All’audizione ha partecipato l’ingegner Antonio Pelagatti, componente del Collegio dell’Autorità, dopo la memoria scritta trasmessa alla Commissione il giorno precedente con le proposte di revisione. Le richieste sono quattro: più ore di sostegno, un PEI che possa essere aggiornato in qualsiasi momento, famiglie davvero coinvolte e nessun cambio di scuola forzato per le persone con disabilità. Il Garante sostiene che alcune norme pensate per rendere più efficiente l’organizzazione scolastica rischino di irrigidire la progettazione educativa, di ridurre la partecipazione delle famiglie e di far dipendere il sostegno dalle risorse disponibili.
Il Collegio, composto dal presidente Maurizio Borgo, dal componente vicario Francesco Vaia e da Antonio Pelagatti, riconosce che il decreto risponde a esigenze di programmazione comprensibili, ma in più punti ne contesta l’impostazione. Il principio è riassunto in una frase del comunicato: «Sono i bisogni dell’alunno, e non l’organico disponibile, a dover stabilire il sostegno necessario». L’Autorità segnala inoltre che il decreto non si raccorda con la riforma della disabilità e con il Progetto di Vita.
PEI e famiglie: il nodo della partecipazione
Un passaggio del comunicato riguarda il Piano educativo individualizzato. Per il Garante il PEI deve accompagnare la crescita della persona e non inseguire le scadenze amministrative, e può farlo solo se famiglie e servizi sanitari partecipano davvero alla sua costruzione, senza che la loro presenza diventi un passaggio da saltare quando mancano i tempi. Sul tema del sostegno scolastico e del ruolo del PEI puoi leggere la guida di InvaliditaWeb su sostegno scolastico e PEI, mentre la voce del glossario sul Gruppo di lavoro operativo (GLO) spiega chi partecipa alla definizione del piano.
Secondo una sintesi di Tecnica della Scuola dell’11/10/2026, il decreto interviene sull’articolo 7, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 66/2017: il numero di ore di sostegno per la classe sarebbe stabilito dal GLO e motivato nel PEI, mentre l’approvazione del PEI resterebbe valida anche in assenza di una o più componenti del gruppo, purché la seduta sia stata regolarmente convocata. Trattandosi di una lettura giornalistica, per i dettagli vale sempre il testo ufficiale del provvedimento.
I tempi: conversione entro il 29 novembre 2026
Il decreto è già in vigore e, secondo Newsistruzione, deve essere convertito in legge entro il 29 novembre 2026. Il termine per presentare emendamenti e ordini del giorno alla Commissione Cultura del Senato è scaduto martedì 20 ottobre 2026 alle ore 10; la stessa fonte riferisce che sono state avanzate proposte di modifica anche su sostegno e PEI, ma non indica quali siano state accolte. Il resoconto di Newsistruzione non riporta le date delle votazioni in commissione e in Aula.
Fino alla conversione il testo può ancora cambiare: è proprio in questa fase che si inseriscono le richieste del Garante, che chiede al Parlamento di correggere il decreto. Le modifiche eventualmente approvate saranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale con la legge di conversione.
Cosa significa per le famiglie
Per le famiglie di alunni con disabilità, il comunicato non introduce nuovi diritti né nuovi obblighi: segnala quali sono, secondo l’Autorità, i punti del decreto che meritano più attenzione. Nel frattempo restano valide le regole già in vigore sulla certificazione e sul sostegno; per ripassarle è utile la voce del glossario sulla certificazione scolastica della disabilità. Chi sostiene spese legate alla scuola dei figli con disabilità può consultare anche la guida sulle spese scolastiche con detrazioni e requisiti.
Cosa fare adesso
In attesa della legge di conversione, il consiglio pratico è seguire gli incontri del GLO e conservare copia del PEI e dei verbali, chiedendo alla scuola come saranno applicate le eventuali novità. Per dubbi sul singolo caso ci si può rivolgere alla dirigenza scolastica, ai servizi sanitari di riferimento, a un’associazione di famiglie o a un patronato. Le altre notizie sul tema sono raccolte nell’archivio delle notizie.
Hai bisogno di una mano con pratiche o domande? Puoi richiedere aiuto gratuitamente e farti contattare da un professionista della tua zona, oppure consultare l’elenco di CAF, patronati e consulenti presenti su InvaliditaWeb.
Le informazioni hanno carattere divulgativo e sono aggiornate al 27/10/2026: per il proprio caso specifico rivolgersi a INPS, patronato o CAF.
Crediti immagini: “Palazzo Madama Facciata.jpg” di Edoardo Simon (CC BY-SA 4.0), via Wikimedia Commons.
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