Disturbo della comunicazione
Disturbo della comunicazione indica una limitazione nella capacità di comprendere o esprimere messaggi verbali, non verbali o simbolici. Per disturbi psichici, del neurosviluppo o del comportamento contal funzionamento globale: cura di sé, relazioni, scuola, lavoro, giudizio, continuità terapeutica, crisi, ricoveri e capacità di mantenere routine. La documentazione più utile comprende valutazione logopedica, CAA, test, contesto scolastico e bisogni relazionali. Le difficoltà devono essere documentate nel tempo, perché le oscillazioni sintomatiche possono rendere insufficiente una fotografia clinica isolata. Certificazioni psichiatriche o neuropsichiatriche, test psicodiagnostici, relazioni del CSM, piani terapeutici e documentazione scolastica o lavorativa aiutano a dimostrare la persistenza del limite. Nella pratica medico-legale, la condizione indicata da Disturbo della comunicazione deve essere collegata a limitazioni permanenti o stabilizzate, evitando di presentare come decisive manifestazioni isolate, non documentate o non aggiornate. La presa in carico continuativa documenta meglio la gravità rispetto a certificati sporadici. La presa in carico continuativa documenta meglio la gravità rispetto a certificati sporadici.
